Sollecito Facile

Prescrizione di una fattura non pagata: quanto tempo hai e come interromperla

Di Alberto Lazzaro · · 10 minuti di lettura

Quella fattura è ancora lì. Sono passati mesi, forse anni, e ogni volta che ci pensi ti chiedi se quei soldi li puoi ancora chiedere o se ormai è troppo tardi.

Di solito hai più tempo di quanto temi. Ma il tempo corre anche quando non guardi, e per fermarlo basta una lettera scritta bene.

Quando va in prescrizione una fattura non pagata

La regola è una: 10 anni (articolo 2946 del Codice civile). Vale per le fatture di lavori, forniture e servizi, salvo i casi più brevi che trovi più sotto.

I 10 anni non partono dalla data della fattura. Partono «dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere» (articolo 2935), cioè, di solito, dalla scadenza del pagamento. La fattura n. 118 di Rossi Termoidraulica, scaduta il 6 ottobre 2026, senza interruzioni andrebbe in prescrizione nell'ottobre 2036.

Se in fattura non c'è una scadenza, per stare sicuro conta i 10 anni dal giorno in cui hai finito il lavoro o consegnato la merce.

Fattura non pagata dopo 10 anni: cosa succede

Se sono passati 10 anni senza nessuna interruzione, il credito è prescritto: in tribunale il cliente può opporre la prescrizione e il giudice gli dà ragione.

Ma deve farlo lui: il giudice non la rileva da solo (articolo 2938). E se il cliente paga lo stesso, spontaneamente, non può poi chiedere indietro i soldi (articolo 2940).

Prima di arrenderti, controlla: in quegli anni hai mandato una PEC o una raccomandata per chiedere il pagamento? Il cliente ha ammesso il debito per iscritto? Ogni volta, il conto è ripartito da zero.

Quanto tempo ha il cliente per pagare (e perché non è la prescrizione)

Il termine di pagamento è entro quando il cliente deve pagarti: si misura in giorni. La prescrizione è entro quando tu puoi ancora pretendere quei soldi: si misura in anni.

Tra imprese il termine di pagamento lo regola il D.Lgs. 231/2002, all'articolo 4:

  • Se non l'avete concordato, sono 30 giorni da quando il cliente riceve la fattura (o dalla consegna, se la fattura arriva prima della merce o la data di ricevimento non è certa).
  • Potete concordare un termine più lungo. Oltre i 60 giorni, però, deve essere pattuito espressamente, provato per iscritto e non gravemente iniquo per chi deve ricevere i soldi.
  • Con la Pubblica Amministrazione non si può andare oltre i 60 giorni.

Con un cliente privato quella legge non si applica: se non avete fissato una data, puoi chiedere il pagamento subito (articolo 1183).

Tra imprese, dal giorno dopo la scadenza corrono da soli gli interessi di mora.

I termini più brevi

Pagamenti periodici: 5 anni

L'articolo 2948 prevede 5 anni per gli affitti e, in generale, per «tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi», come un canone mensile fissato dal contratto. Ogni rata si prescrive per conto suo, cinque anni dopo la sua scadenza.

Un unico lavoro pagato a rate, invece, non è un pagamento periodico: è un solo debito diviso in più pezzi, e la prescrizione resta di 10 anni (Cassazione, ordinanza n. 18402 del 2025).

Le prescrizioni presuntive: 1 o 3 anni

«Presuntiva» vuol dire che, passato quel tempo, la legge presume che il cliente abbia già pagato. Sono pensate per i rapporti di tutti i giorni, dove si paga subito e senza ricevuta.

Il debito, però, non sparisce. La presunzione cade se il cliente, in causa, ammette di non aver pagato (articolo 2959), anche in modo indiretto, per esempio contestando l'importo invece di dire che ha pagato.

I due casi che possono riguardarti:

  • 1 anno per il prezzo delle merci vendute dai commercianti «a chi non ne fa commercio» (articolo 2955, n. 5). Per la Cassazione vale solo per le vendite al dettaglio a chi compra per uso personale o familiare: non per una betoniera venduta a un'impresa edile (sentenza n. 9494 del 1994), e non se la vendita è fatta per iscritto o con un pagamento dilazionato o a rate concordato espressamente (sentenza n. 5008 del 1995).
  • 3 anni per il compenso dei professionisti e il rimborso delle relative spese (articolo 2956, n. 2), dalla fine della prestazione (articolo 2957). Non si applica se il credito nasce da un contratto scritto (Cassazione, ordinanza n. 32363 del 2025).

Perché tra imprese di solito non contano

Si reggono su un'idea: si paga subito e non resta nessuna carta. Tra imprese, di solito, è il contrario: la merce serve all'attività del cliente, e allora l'anno non si applica; e il lavoro nasce spesso da un contratto o da un preventivo firmato.

La prescrizione delle fatture commerciali tra imprese, quindi, è quasi sempre di 10 anni. Se sei un professionista, però, non darlo per scontato: quello che esclude i 3 anni è l'incarico scritto. Fattelo sempre firmare.

Come interrompere la prescrizione

Interrompere vuol dire azzerare il conto: da quel giorno parte un nuovo periodo di prescrizione (articolo 2945), tutte le volte che serve. Le strade sono tre.

  1. La richiesta scritta di pagamento. La prescrizione si interrompe con ogni atto che costituisce in mora il cliente (articolo 2943), cioè con una richiesta di pagamento per iscritto (articolo 1219). Deve dire chi deve pagare e che cosa, e chiedere chiaramente di pagare. Non servono formule speciali, ma deve arrivare al cliente: per questo si usano la PEC o la raccomandata con ricevuta di ritorno. Un sollecito vago rischia di non bastare. E nemmeno la sola fattura, di regola: serve almeno un termine per pagare e l'avviso che, se non paga, il cliente sarà in mora (Cassazione, sentenza n. 26286 del 2025).
  2. La causa. La notifica dell'atto con cui inizi un giudizio, compreso il decreto ingiuntivo, interrompe la prescrizione. E finché il giudizio non si chiude con una decisione definitiva, di regola, il termine non corre.
  3. Il riconoscimento del debito. Se il cliente ammette di doverti quei soldi, la prescrizione si interrompe (articolo 2944): per esempio con un piano di rientro firmato, o con un'email in cui scrive che ti deve la somma e chiede tempo. Se ti ha promesso di pagare, fatti dare la promessa per iscritto. Un pagamento parziale, per la Cassazione, di regola vale come riconoscimento solo se è chiaro che è un acconto: chiedi che nella causale scriva «acconto fattura n. 118».

Non aspettare l'ultimo mese: se la PEC non viene consegnata, ti serve il tempo per riprovare con la raccomandata.

Il modello da mandare via PEC

ModelloRichiesta di pagamento che interrompe la prescrizione
Oggetto: Fattura n. 118: richiesta di pagamento e interruzione della prescrizione

Gentile sig. Bianchi,

con la presente le chiedo formalmente il pagamento della fattura n. 118 del [data della fattura], di 3.600,00 €, scaduta il 6 ottobre 2026 e ad oggi non pagata.

La invito a versare l'importo entro 15 giorni dal ricevimento di questa comunicazione, con bonifico su:
IBAN: [il tuo IBAN]
Causale: Saldo fattura n. 118

La presente vale come costituzione in mora ai sensi dell'art. 1219 del Codice civile e come atto interruttivo della prescrizione ai sensi dell'art. 2943 del Codice civile. Sono fatti salvi gli interessi maturati e ogni altro diritto.

Distinti saluti,
Marco Rossi
Rossi Termoidraulica
[il tuo indirizzo PEC]

Mandala dalla tua PEC alla PEC del cliente: se è un'impresa, l'indirizzo è pubblico. Al privato senza PEC, raccomandata con ricevuta di ritorno. Conserva la ricevuta di consegna: è la tua prova. Per chiedere anche interessi e spese di recupero, usa la lettera di messa in mora completa.

I termini in una tabella

Tipo di credito Termine Articolo del Codice civile
Fattura per lavori, forniture o servizi (regola generale) 10 anni 2946
Affitti e altri pagamenti periodici, ad anno o più brevi 5 anni per ogni rata 2948, nn. 3 e 4
Compenso di un professionista senza contratto scritto 3 anni (presuntiva) 2956, n. 2
Merci vendute al dettaglio a chi le compra per uso personale 1 anno (presuntiva) 2955, n. 5
Credito riconosciuto da una sentenza di condanna definitiva 10 anni, anche se il termine era più breve 2953

Cosa fare adesso

Segna, per ogni fattura aperta, quando andrebbe in prescrizione. Per quelle ferme da anni, manda la PEC.

Per quelle recenti il problema non è la prescrizione: è il tempo che passa senza che nessuno chieda. Lì servono i solleciti, uno dopo l'altro, fino alla messa in mora. In Sollecito Facile la messa in mora la trovi già pronta dopo il terzo sollecito.

Fonti: Codice civile, articoli 1183, 1219, 2935, 2938, 2940, 2943, 2944, 2945, 2946, 2948, 2953, 2955, 2956, 2957 e 2959, su Brocardi; D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231, articolo 4, su Normattiva.

Le informazioni di questa guida sono un aiuto pratico, non una consulenza legale: per il tuo caso senti il tuo avvocato o il commercialista.

Domande frequenti

Una fattura non pagata dopo 10 anni si può ancora incassare?

Se in quei 10 anni la prescrizione non è mai stata interrotta, il cliente può farla valere in causa e avrebbe ragione. Il giudice però non la rileva da solo (articolo 2938 del Codice civile) e, se il cliente paga spontaneamente, non può chiedere indietro i soldi (articolo 2940).

Quanto tempo ha un cliente per pagare una fattura?

Quello che avete concordato, di solito indicato nel contratto e in fattura. Tra imprese, se non avete concordato nulla, 30 giorni da quando il cliente riceve la fattura; un termine oltre i 60 giorni vale solo se concordato espressamente, provato per iscritto e non gravemente iniquo (D.Lgs. 231/2002, articolo 4).

Un sollecito via email interrompe la prescrizione?

Serve una richiesta scritta di pagamento che arrivi al cliente (articoli 1219 e 2943 del Codice civile). Con l'email normale il problema è dimostrare che l'ha ricevuta: per questo, per interrompere la prescrizione, si usano la PEC o la raccomandata con ricevuta di ritorno.

Un piano di rientro firmato interrompe la prescrizione?

Sì. Con un piano di rientro firmato il cliente riconosce il debito, e il riconoscimento interrompe la prescrizione (articolo 2944 del Codice civile). Vale anche un'email in cui il cliente ammette di doverti la somma e chiede tempo per pagarla.

Una la scrivi così. E tutte le altre?

Ogni fattura scaduta è un prestito che fai a un cliente. Senza interessi, senza firma. E chi non viene sollecitato paga per ultimo.

Sollecito Facile è l'ufficio crediti che non hai. Carichi le fatture una volta, anche le fatture elettroniche del cassetto fiscale, e ogni mattina ti dice chi sollecitare, quando e con quali parole: dal promemoria prima della scadenza ai tre solleciti, fino alla lettera di messa in mora. Tu controlli e premi Invia.

  • Niente parte senza il tuo ok: premi Invia tu, dalla tua email.
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