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Decreto ingiuntivo per una fattura non pagata: come funziona e quando conviene

Di Alberto Lazzaro · · 9 minuti di lettura

Hai sollecitato tre volte, hai mandato la messa in mora, hai aspettato. Il termine è scaduto e il cliente non paga e non risponde.

Adesso la domanda non è più come chiedere, ma se vale la pena andare dal giudice. Ti pesa, perché ci sono di mezzo altri soldi, altro tempo e un rapporto che forse è già finito. Vediamo come funziona, quanto costa e quando conviene davvero.

Cos'è il decreto ingiuntivo

È l'ordine di pagare che il giudice dà al tuo cliente su tua richiesta. Lo prevede l'articolo 633 del Codice di procedura civile: chi deve ricevere una somma di denaro precisa e ha una prova scritta del suo credito può chiedere al giudice di ordinare il pagamento.

Non c'è un'udienza: il giudice legge il ricorso e i documenti e decide. Il cliente lo scopre quando gli viene notificato il decreto, e da quel momento può pagare o opporsi. Di regola il ricorso lo prepara e lo deposita l'avvocato.

La fattura basta come prova?

La regola dell'articolo 634

Per i crediti per forniture di merci e per servizi di imprese commerciali e lavoratori autonomi, anche verso clienti privati, l'articolo 634 considera prova scritta gli estratti autentici delle scritture contabili: per esempio il registro IVA, certificato da un notaio.

La fattura elettronica

Con il correttivo della riforma Cartabia (decreto legislativo 164/2024, in vigore dal 26 novembre 2024) l'articolo 634 dice in modo esplicito che per questi crediti sono prova scritta anche le fatture elettroniche trasmesse con il Sistema di interscambio. In pratica, l'estratto autentico dal notaio non è più l'unica strada.

Cosa allegare: il file XML originale della fattura, le ricevute del Sistema di interscambio e, se vuoi, una copia in PDF per facilitare la lettura. La fattura deve corrispondere al credito che chiedi: importo, causale, cliente, al netto di acconti e note di credito.

Il limite

La fattura la scrivi tu. Per questo basta a ottenere il decreto, ma se il cliente si oppone, per la Cassazione da sola non prova il credito: servono l'accordo, la consegna, il lavoro fatto. Trovi le sentenze nelle note all'articolo 634 su Brocardi. Conserva tutto fin dal primo giorno.

Giudice di pace o tribunale: le soglie dopo la riforma Cartabia

Decide il giudice che sarebbe competente per una causa normale sullo stesso credito (articolo 637). Oggi, di regola:

  • fino a 10.000 €, il giudice di pace;
  • oltre 10.000 €, il tribunale.

La riforma Cartabia ha portato la soglia del giudice di pace da 5.000 a 10.000 € per i procedimenti iniziati dal 28 febbraio 2023 (articolo 7). Un ulteriore aumento, fino a 30.000 €, è previsto da anni ma è stato rinviato più volte: oggi è fissato al 31 ottobre 2027 (decreto-legge 100/2026, convertito con la legge 145/2026). Le soglie cambiano: prima di depositare, l'avvocato verifica il testo in vigore dell'articolo 7 su Normattiva.

Quanto costa un decreto ingiuntivo

Il contributo unificato

È la tassa per avviare il procedimento. Per il decreto ingiuntivo è la metà di quello di una causa normale (articolo 13 del DPR 115/2002).

Valore del credito Contributo unificato
fino a 1.100 € 21,50 €
da 1.100,01 a 5.200 € 49,00 €
da 5.200,01 a 26.000 € 118,50 €
da 26.000,01 a 52.000 € 259,00 €
da 52.000,01 a 260.000 € 379,50 €

Si aggiungono 27 € di anticipazione forfettaria, che davanti al giudice di pace non si pagano per importi fino a 1.033 €. Per la fattura n. 118 di Rossi Termoidraulica, 3.600,00 €, sono 49 € più 27 €.

L'avvocato

Davanti al giudice di pace, per valori fino a 1.100 €, la legge permette di stare in giudizio da soli (articolo 82). Sopra questa cifra serve un avvocato. Chiedigli un preventivo scritto.

Nel decreto il giudice liquida le spese e il compenso dell'avvocato e ordina al cliente di pagarli (articolo 641). Ma li recuperi solo se il cliente paga. Se poi serve il pignoramento, ci sono altre spese.

I tempi del decreto ingiuntivo

La legge fissa questi termini:

  • Decisione. Il giudice dovrebbe decidere entro 30 giorni dal deposito (articolo 641). Nella pratica dipende dal carico dell'ufficio: chiedi all'avvocato com'è la situazione nel tuo.
  • Notifica. Il decreto va notificato entro 60 giorni da quando è emesso, altrimenti perde efficacia (articolo 644).
  • Opposizione. Il cliente ha di regola 40 giorni dalla notifica per opporsi (articolo 641).
  • Esecutività. Se non si oppone, su tua richiesta il giudice dichiara il decreto esecutivo (articolo 647).

Se il cliente si oppone, si apre una causa vera e propria. Durante la causa il giudice può comunque rendere esecutivo il decreto, e di regola lo deve fare per le somme che il cliente non contesta (articolo 648).

Quando il decreto è subito esecutivo

Di solito bisogna aspettare i 40 giorni. L'articolo 642 prevede delle eccezioni, la provvisoria esecutività:

  • il giudice, su richiesta, la concede se il credito si basa su una cambiale, un assegno bancario o circolare, un certificato di liquidazione di borsa o un atto ricevuto da un notaio o da un altro pubblico ufficiale autorizzato;
  • la può concedere se aspettare rischia di causarti un danno grave, oppure se porti un documento firmato dal cliente che prova il credito, come un riconoscimento di debito. Può chiederti una cauzione.

Con la provvisoria esecutività puoi agire subito, senza aspettare i 40 giorni.

Dopo il decreto: precetto e pignoramento

Con il decreto esecutivo l'avvocato notifica il precetto, l'ultimo invito a pagare, con un termine di almeno 10 giorni (articolo 480). Se il cliente non paga, si passa al pignoramento: conto corrente, beni, crediti verso terzi.

Quando conviene davvero

Il decreto ingiuntivo è una scelta di impresa, non una rivincita. Fatti tre domande.

  • Il credito è contestato? Se il cliente dice che il lavoro è fatto male o che il prezzo era un altro, aspettati l'opposizione: diventa una causa più lunga e più costosa. Parlane con l'avvocato.
  • L'importo giustifica le spese? Somma contributo, avvocato ed eventuale pignoramento, e confrontali con quello che puoi recuperare.
  • Il cliente ha di che pagare? Con una visura camerale vedi se un'impresa è attiva, in liquidazione o in una procedura. Contro chi non ha nulla ottieni un ordine del giudice, ma non i soldi.

E non lasciar passare gli anni: un credito si può prescrivere.

Prima del decreto: solleciti e messa in mora

Il giudice non si scomoda per una fattura scaduta ieri. Prima ci sono i solleciti, gentili e poi più fermi, e la lettera di messa in mora con PEC o raccomandata. Molti clienti pagano in questa fase. E tra imprese, intanto, corrono gli interessi di mora.

In Sollecito Facile la messa in mora la trovi già pronta dopo il terzo sollecito: se un giorno serve l'avvocato, i passaggi precedenti sono già fatti e documentati.

Cosa portare all'avvocato

Più sei ordinato, meno tempo (e denaro) spende l'avvocato:

  • La fattura: il file XML, le ricevute del Sistema di interscambio e la copia PDF.
  • L'accordo: contratto, ordine o preventivo accettato, anche via email.
  • La prova del lavoro: documenti di trasporto, rapportini firmati, foto, verbali di consegna.
  • I solleciti e la messa in mora, con le ricevute di accettazione e consegna della PEC o la cartolina della raccomandata.
  • L'estratto conto e la scheda del cliente in contabilità, con acconti e note di credito.
  • I messaggi in cui il cliente ammette il debito o promette di pagare.
  • I dati del cliente: ragione sociale o nome, partita IVA o codice fiscale, sede, PEC.

Riassumi tutto in una scheda:

ModelloScheda del credito per l'avvocato
Creditore: Rossi Termoidraulica di Marco Rossi, P. IVA [la tua partita IVA]
Cliente: sig. Bianchi, [codice fiscale o partita IVA], [indirizzo], [PEC se c'è]

Fattura n. 118 del [data fattura], importo 3.600,00 €, scaduta il 6 ottobre 2026
Lavoro: [descrizione breve], eseguito il [data], accordo del [data] ([contratto / preventivo accettato / ordine])
Acconti ricevuti: [importo o «nessuno»]
Contestazioni del cliente: [nessuna / quali e quando]

Solleciti: [date e canale]
Messa in mora: inviata il [data] con [PEC / raccomandata], ricevuta il [data]

Documenti allegati: fattura XML e ricevute SdI, accordo, prove del lavoro, solleciti, messa in mora con ricevute, estratto conto

Fonti: articoli 7, 82, 480, 633, 634, 637, 641, 642, 644, 647 e 648 del Codice di procedura civile; D.Lgs. 31 ottobre 2024, n. 164, su Normattiva; legge 7 agosto 2026, n. 145, di conversione del decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, su Normattiva; DPR 30 maggio 2002, n. 115, su Normattiva; Tribunale di Milano, Contributo unificato.

Le informazioni di questa guida sono un aiuto pratico, non una consulenza legale: per il tuo caso senti il tuo avvocato o il commercialista.

Domande frequenti

Quanto costa un decreto ingiuntivo per una fattura non pagata?

Il contributo unificato è la metà di quello di una causa normale: per una fattura da 3.600 € sono 49 €, più 27 € di anticipazione forfettaria. A questo si aggiunge il compenso dell'avvocato: nel decreto il giudice lo mette a carico del cliente, ma lo recuperi solo se il cliente paga.

Quanto tempo ha il cliente per opporsi al decreto ingiuntivo?

Di regola 40 giorni dalla notifica (articolo 641 del Codice di procedura civile). Se ci sono giusti motivi, il giudice può ridurli fino a 10 o portarli fino a 60. Se il cliente non si oppone, il decreto viene dichiarato esecutivo.

Per il decreto ingiuntivo basta la fattura elettronica?

Per chiederlo sì: l'articolo 634 del Codice di procedura civile, dal 26 novembre 2024, considera prova scritta le fatture elettroniche trasmesse con il Sistema di interscambio, per i crediti di imprese e lavoratori autonomi. Se però il cliente si oppone, nella causa servono anche le prove dell'accordo e del lavoro fatto.

Quando conviene fare un decreto ingiuntivo?

Quando il credito è certo e non contestato, l'importo giustifica le spese e il cliente ha un conto, dei beni o un'attività su cui rivalersi. Contro chi non ha nulla ottieni un ordine del giudice, ma non i soldi.

Una la scrivi così. E tutte le altre?

Ogni fattura scaduta è un prestito che fai a un cliente. Senza interessi, senza firma. E chi non viene sollecitato paga per ultimo.

Sollecito Facile è l'ufficio crediti che non hai. Carichi le fatture una volta, anche le fatture elettroniche del cassetto fiscale, e ogni mattina ti dice chi sollecitare, quando e con quali parole: dal promemoria prima della scadenza ai tre solleciti, fino alla lettera di messa in mora. Tu controlli e premi Invia.

  • Niente parte senza il tuo ok: premi Invia tu, dalla tua email.
  • Ogni testo si modifica e si adatta al singolo cliente.
  • Le fatture restano sul tuo computer: a noi non arrivano.
  • 30 giorni a 1 €, una volta sola: nessun rinnovo, nessun addebito dopo.

1 € IVA inclusa, con carta. Prezzo fondatori per le prime 50 imprese che iniziano la prova entro il 30 novembre.