Secondo sollecito di pagamento: come scriverlo, con una data
Il primo sollecito l'hai mandato. Gentile, come si deve. Sono passati dieci giorni e non è successo niente: né un bonifico, né una risposta. Adesso ti chiedi se scrivere di nuovo sia insistente, o se aspettare sia peggio.
Scrivi di nuovo. Il silenzio dopo il primo sollecito non vuol dire che il cliente non vuole pagare: spesso vuol dire che il tuo messaggio è finito sotto altri cinquanta. Il secondo serve proprio a questo.
Quando mandare il secondo sollecito
Una o due settimane dopo il primo, se non è arrivato il pagamento e il cliente non ha risposto. Di mattina, in un giorno lavorativo.
Se invece il cliente ha risposto con una data, aspetta quella data. Se poi la salta, il messaggio giusto è quello per la promessa non mantenuta.
Cosa cambia rispetto al primo
Il primo sollecito dà per scontato che sia una svista. Il secondo fa un passo in più, uno solo:
- Una data precisa. «Entro il 7 novembre», non «appena possibile». È la differenza tra un promemoria e una richiesta.
- Il perché, detto con calma. Essere pagati in tempo ti serve per pagare a tua volta fornitori e collaboratori. Detto senza lamentarsi, rende la richiesta umana.
- La porta aperta. «Se c'è un problema, anche solo di tempi, scriveteci.» Chi è in difficoltà risponde; chi non lo è, paga.
Resta tutto il resto: numero, importo e scadenza della fattura, IBAN e causale, la frase per chi ha già pagato.
Quattro modelli pronti
Con il Lei, a un cliente privato o a un professionista
Oggetto: Fattura n. 118: le chiediamo di saldarla entro il 7 novembre Buongiorno sig. Bianchi, le scriviamo di nuovo per la fattura n. 118 di 3.600,00 €, scaduta il 6 ottobre e ancora aperta. Capiamo che ci possano essere momenti complicati. Proprio per questo preferiamo parlarne apertamente: per un'impresa come la nostra, essere pagati con puntualità è ciò che ci permette di pagare a nostra volta fornitori e collaboratori. Le chiediamo quindi di saldare la fattura entro il 7 novembre. Se c'è un problema, anche solo di tempi, ci risponda pure a questa email: troviamo insieme una soluzione. Se nel frattempo ha già provveduto, non tenga conto di questo messaggio. Dati per il pagamento IBAN: [il tuo IBAN] Causale: Saldo fattura n. 118 Grazie per la collaborazione, Amministrazione Rossi Termoidraulica
Con il tu, a chi conosci bene
Oggetto: Fattura n. 118: riesci entro il 7 novembre? Ciao Paolo, ti scriviamo di nuovo per la fattura n. 118 di 3.600,00 €, scaduta il 6 ottobre e ancora aperta. Per noi è importante essere pagati in tempo: è quello che ci permette di pagare fornitori e collaboratori. Ti chiediamo quindi di saldarla entro il 7 novembre. Se c'è un problema, anche solo di tempi, scrivici: una soluzione la troviamo. Se nel frattempo hai già pagato, non tenere conto di questo messaggio. Dati per il pagamento IBAN: [il tuo IBAN] Causale: Saldo fattura n. 118 Grazie per la collaborazione, Amministrazione Rossi Termoidraulica
Tra imprese, con il Voi
Oggetto: Fattura n. 118 scaduta il 6 ottobre: pagamento entro il 7 novembre Spett.le Bianchi srl, vi scriviamo di nuovo per la fattura n. 118 di 3.600,00 €, scaduta il 6 ottobre e ad oggi non ancora saldata. Vi chiediamo di provvedere al pagamento entro il 7 novembre, con bonifico sulle coordinate qui sotto. Se c'è un punto da chiarire sulla fattura o sui tempi, scriveteci entro la stessa data. Vi ricordiamo che, tra imprese, dal giorno successivo alla scadenza decorrono gli interessi di mora previsti dal D.Lgs. 231/2002. Se nel frattempo avete già provveduto, non tenete conto di questo messaggio. Dati per il pagamento IBAN: [il tuo IBAN] Causale: Saldo fattura n. 118 Grazie per la collaborazione, Amministrazione Rossi Termoidraulica
Su WhatsApp
Più corto, perché si legge dal telefono. Solo se con quel cliente vi scrivete già su WhatsApp.
Buongiorno sig. Bianchi, le scrive l'amministrazione di Rossi Termoidraulica. La fattura n. 118 di 3.600,00 €, scaduta il 6 ottobre, risulta ancora aperta: le chiediamo di saldarla entro il 7 novembre (IBAN [il tuo IBAN], causale «Saldo fattura n. 118»). Se c'è un problema, ci scriva qui. Se ha già pagato, non tenga conto del messaggio. Grazie per la collaborazione.
Gli errori del secondo sollecito
- Copiare il primo. Se il messaggio è identico, il cliente pensa che sia automatico e lo ignora di nuovo. Il secondo deve avere la data.
- Scusarsi. «Mi scusi se insisto» dice che stai chiedendo un favore. Stai chiedendo una cosa tua.
- Alzare troppo il tono. Avvocati e vie legali si nominano nel terzo sollecito, l'ultimo avviso, non qui.
- Una data finta. Se scrivi «entro il 7» e l'8 non succede niente, il cliente impara che le tue date non contano. Il 10, se non ha pagato, parte il terzo.
- Mandarlo la sera tardi. Un sollecito alle 23 sembra uno sfogo, anche quando non lo è.
E dopo il secondo?
Se passa la data e non è arrivato niente, una telefonata breve e poi il terzo sollecito, l'ultimo avviso: trovi il modello nella guida al sollecito di pagamento. Se anche quello resta senza risposta, si passa alla lettera di messa in mora.
In Sollecito Facile il secondo sollecito si prepara da solo, dopo i giorni che hai scelto, con la data già scritta: tu lo leggi e premi Invia.
Le informazioni di questa guida sono un aiuto pratico, non una consulenza legale.
Domande frequenti
Dopo quanto tempo si manda il secondo sollecito di pagamento?
Di solito una o due settimane dopo il primo, se non è arrivato il pagamento né una risposta. Non c'è una regola di legge: conta mandarlo sempre dopo lo stesso intervallo, con tutti i clienti.
Nel secondo sollecito devo nominare gli interessi di mora?
Non è obbligatorio. Tra imprese gli interessi corrono comunque dal giorno dopo la scadenza. Puoi ricordarli con una frase neutra, soprattutto con i clienti abituati a pagare tardi; con gli altri spesso è meglio tenerli per il terzo sollecito o per la messa in mora.
Che data devo dare nel secondo sollecito?
Una data vera, a 7-10 giorni: abbastanza per organizzare un bonifico, non tanto da far dimenticare il messaggio. Scrivi il giorno, «entro il 7 novembre», non «entro una settimana».